La mia opinione su Shadowhunters – Stagione 1 Episodio 02

Se dovessi riassumere in una sola parola il pilot di Shadowhunters la prima che mi verrebbe in mente è: frettoloso. Il bisogno di porre sin da subito le basi per comprendere la storia di questo mondo sovrannaturale di angeli e demoni, sono state esposte in modo così veloce da aver minimizzato tutta la sua epicità. A questo si aggiungono effetti speciali che lasciano un po’ a desiderare risultando a volte elementare e l’inesperienza dei giovani attori, in particolar modo di Katherine McNamara che non riesce a prendere le redini del suo personaggio (Clary) risultando a tratti poco credibile; di certo questo non lo si può dire di Alan Van Sprang che anche in questa nuova serie è riuscito a incarnare perfettamente le vesti del villain Valentine.
Insomma, una valutazione del pilot sicuramente poco rassicurante se si pensa alle tante aspettative che erano state riposte dopo il flop della trasposizione cinematografica, soprattutto per quel che riguarda la fedeltà ai libri che ci è stata assicurata (con ovvi cambiamenti per necessità televisive, certo), ma che anche qua presenta modifiche senza senso e quasi ridicole persino comiche, come ad esempio l’Istituto che in teoria dovrebbe essere un antico palazzo abitato solo da pochi membri, ovvero la famiglia Lightwood e il relegato Hodge, nella serie tv ci troviamo in un covo affollato e supertecnologico degno del quartier generale della CIA.
Tuttavia dare una seconda possibilità è doveroso e lecito. Nella seconda puntata abbiamo fortunatamente un leggero riassestamento: la narrazione procede con più linearità e i caratteri dei personaggi cominciano a delinearsi un po’, cosa che non si può dire ancora della recitazione degli attori anche se devo dire che Alberto Rosende sta risultando più apprezzabile nei panni dell’ironico Simon. Ma se nel vostro immaginario avete pensato a Dorothea come a una vecchietta che vive nel suo appartamento a fare i tarocchi, ora invece ci troviamo di fronte a Dot, una giovane ragazza che combatte e corre da una parte all’altra nella disperata ricerca di Clary. Questo effetto alla Benjamin Button sui personaggi è stato fatto anche su Hodge che possiamo vedere in perfetta forma con un invidiabile six-pack e abile combattente.
Se la serie riuscisse finalmente a mirare più in alto mantenendo coerenza narrativa e stilistica forse riuscirebbe a superare tante incongruenze e dimostrare di saper trasportare sul piccolo schermo l’epicità della storia ideata da Cassandra Clare che sulla carta sicuramente merita.

 

Psycotrix

 

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